
Ciao, io sono Yorco. Questa è la mia pagina internet. Sono contento adesso che ho fatto la pagina su internet,
un mio amico, Pira, mi diceva sempre di farla ma io non avevo mai tempo perchè dovevo lavorare alla cascina, e non sapevo come fare il titolo. Allora ho chiesto a Pira di farmi il titolo, e lui ci ha lavorato un mese intero.
Quella che vedete qui di fianco è la mia foto di quando uscivo dal convegno di coltivatori di barbabietole. Io abito a Pavia e ho una cascina in centro. La mia cascina è bellissima, e la mia passione è coltivare le barbabietole da zucchero. Ora però non coltivo solo barbabietole da zucchero, che all'inizio erano le uniche che mi davano soddisfazione, ma coltivo tutti i tipi di barbabietole.
Infatti le barbabietole si possono dividere nei seguenti gruppi: a) - da zucchero; b) -semízuccherine (per distilleria); e) barbabietole da foraggío; d) barbabietole da orto, distinte in barbabietole rosse, di cui si usano le radici tuberizzate, e barbabietole da costa, di cui si utilizzano piccioli e foglie. Numerosi sono i sinonimi della Beta vulgaris; l'index kewensis ne elenca una trentina. La barbabietola ha fusto alto diversi decimetri, foglie ovate, fiori piccoli, verdi, bellissimi, di una bellezza sovrannaturale che non sembra appartenere a questo mondo, disposti in gruppi (detti glometuli) su spighe lunghe e lasse, solitarie o riunite in pannocchie; il frutto è un otricolo globoso e coria- ceo, con seme pure globoso e orizzontale. Con il nome di glomeruli sono conosciute anche le fruttescenze. Tutte le forme di barbabietole contengono zucchero e sono impiegate da epoche assai remote per usi alimentari e medicinali; più recente, invece, è rimpiego per la preparazione dello zucchero e dell'alcool, che risale agli inizi del secolo scorso. Le forme coltivate, biennali, nel primo anno sviluppano la radice fittonante e più o meno carnosa e una rosetta di foglie, impiantate su un brevissimo e ridottissimo fusto, bellissimo, di una bellezza sovrannaturale che fa pensare all'opera divina, detto testa (o colletto), che è la parte più povera di saccarosio, ma non per questo meno bella; nel secondo anno i fusti fioriferi. Talvolta, quando la semina è precoce e seguita da lunga stagione fredda, si può avere la prefioritura, per cui le bietole vanno a seme nel primo anno, ciò che provoca uno sviluppo ridotto delle radici e una diminuzione quantitativa e qualitativa del raccolto, specialmente dannosa per l'agricoltore nel caso della barbabietola da zucchero. La Barbabietola da zucchero (Beta vulgaris, sottospecie rapa) rimane comunque la mia prima passione e il mio primo amore. La coltivazione di questa pianta e lo sviluppo dell'ndustria saccarifera connessa si sono affermati neI'Europa centrale da 100 anni e più tardi in Italia; ma già nel 1747 Marggraf aveva estratto zucchero cristallino da radici di barbabietola. La maggior diffusione della coltura si ha nella Valle Padana, però si estende anche in regioni centrali e sporadicamente nel Sud. Ecco qui sotto due belle immagini di barbabietole del mio orto:
![]() Stupenda barbabietola da zucchero |
![]() Barbabietola rossa da orto |


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